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Aldo Cazzullo – Blog

Ecco il blog di successo di Aldo Cazzullo, noto giornalista italiano del Corriere della Sera, volto conosciuto viste le numerose presenze a tramissioni televisive.

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Tags: blog di successo, corriere della sera, trasmissioni televisive

Sito blog.aldocazzullo.it e dominio aldocazzullo.it inserito il martedì, dicembre 22nd, 2009 alle 23:48 in Italia. Commenta aldocazzullo.it trackback. dicembre 22nd, 2009 by Gianluca Capiraso scudetto

11 Responses to “Aldo Cazzullo – Blog”

  1. vittorio romanelli scrive:
    7 luglio 2010 alle 01:48

    caro cazzullo, sono un anziano imprenditore e scrittore milanese,residente a Rio de Janeiro,desidererei poter inviare ,via e-mail,commenti a proposito del Suo libro “L’ITALIA DE NOANTRI”.
    Cordiali saluti
    Cav.Uff. Vittorio Romanelli

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  2. Massimo Filippini scrive:
    23 novembre 2010 alle 13:08

    Gentile sig. Cazzullo, in relazione all’intervista fattale dal messaggero di S. Antonio, ho inviato allo stesso il seguente messaggio chiarificatore sui fatti di Cefalonia da lei accennati nel suo ‘Viva l’Italia’ che mi auguro ella legga ed al quale risponda.
    Grazie
    Con i migliori saluti.
    avv. Massimo Filippini

    INVIO IL PRESENTE MESSAGGIO CON PREGHIERA SE POSSIBILE DI INOLTRARLO AL GIORNALISTA CAZZULLO

    Leggo nell’intervista di Sabina Fadel ad Aldo Cazzullo sul suo libro ‘Viva l’ Italia’ la seguente frase:
    “… non è vero che la Resistenza è «una cosa di sinistra»: la fecero per primi i militari, dai cinquemila fucilati di Cefalonia alle migliaia che morirono nei lager tedeschi pur di non andare a Salò”e in merito intendo esprimere la mia condivisione del contenuto tranne che per il numero di ‘cinquemila’ attribuito ai caduti di Cefalonia.
    Io sono Orfano del magg. Federico Filippini fucilato a Cefalonia il 25/9/1943 ed ho accertato nel mio ultimo libro scritto sull’argomento “I CADUTI DI CEFALONIA:FINE DI UN MITO” Ibn ed. Roma 2006, che i Caduti e fucilati ad opera dei tedeschi furono in tutto circa 1700 di cui circa 1350 Caduti in combattimento e il resto 300/350 fucilati dopo la resa e quasi tutti Ufficiali per rappresaglia contro la mancata dichiarazione di guerra del governo Badoglio alla Germania, che avvenne SOLO il 13 ottobre successivo con il risultato di far assimilare i nostri soldati a ‘partigiani’ fucilabili sul posto appena catturati come avvenne -fortunatamente se così può dirsi- solo per gli ufficiali.
    Scrivere come ha fatto Cazzullo che i caduti furono 5000 significa reiterare una menzogna che si ripete nel tempo da oltre sessant’anni insieme con altre di pari enormità come quella secondo cui i Soldati SCELSERO di combattere senza aver ricevuto ordini che invece ricevettero (v. all.) e molte altre che possono essere lette anche nei miei due libri precedenti l’ultimo.(LA VERA STORIA DELL’ECCIDIO DI CEFALONIA E LA TRAGEDIA DI CEFALONIA. UNA VERITA’ SCOMODA).
    Ho la massima stima del giornalista Cazzullo ma questa inesattezza non DOVEVA scriverla perchè offusca -gettandola in un calderone colmo di inesattezze, di travisamenti edi pressapochismi- il sacrificio di chi VERAMENTE morì fucilato dopo la resa come avvenne per mio Padre al quale il Comune di Roma ha intitolato una via in ricordo del Martirio che fu costretto a subire.
    Mi auguro che quanto ho scritto sia trasmesso al giornalista Cazzullo e invio in proposito un mio articolo sintetico ma esauriente pubblicato a pag. 17 della Rivista UNUCI (Unione Naz. Uff. in Congedo d’Italia) n.. 7/8 del 2009:

    Cordialmente
    avv. Massimo Filippini
    t. col. AM in ca
    Orfano del magg. Federico Filippini fucilato a cefalonia il 25/9/943

    PS I Dati numerici dei Caduti di Cefalonia sono reperibili anche e soprattutto all’ Ufficio ALBO D’ORO dei CADUTI presso il Ministero Difesa in via Sforza 4/b 00184 Roma
    che li quantifica in 1.639. Se Cazzullo come tanti altri in buona fede fosse andato alla fonte avrebbe evitato di scrivere tale dato falso a proposito del quale scrissi l’articolo che segue:

    ——————————————————————————–

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  3. ermanno salvatore scrive:
    27 novembre 2010 alle 15:06

    Gentile Dr. Cazzullo, Risiedo da alcuni anni al Cairo. L’Egitto, come Lei saprà, riporta alla memoria la battaglia di El Alamein dove morirono quasi cinque mila militari italiani. Desidero raccontarle un episodio accaduto durante l’ultima commemorazione ( 68° anniversario) al Sacrario Militare Italiano che si è tenuta lo scorso 23 ottobre.
    La ringrazio ed attendo di conoscere il il suo indirizzo email
    Ermano Salvatore
    Il Cairo – Egitto

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  4. Massimo Filippini scrive:
    6 dicembre 2010 alle 11:52

    Egr. dr. Cazzullo,
    la sua mancata (spero per ora) riposta alla mia del 23.11.2010 qualora fosse intenzionale e quindi definitiva mi deluderebbe fortemente inducendomi altresì a ritenere che a lei dei morti di Cefalonia e soprattutto dei loro congiunti non interessa granchè essendo il suo UNICO fine quello di sostenere la sua tesi su Cefalonia che -come le ho già detto- se è condivisibile in astratto non può esserlo per ciò che riguarda le dimensioni di ‘eccidio di massa’ attribuite ERRONEAMENTE anche da lei a quel che avvenne nell’isola jonica.
    Non sono io a dirlo ma i DOCUMENTI di cui le FFAA sono depositarie ma omettono di menzionare per mantenere fermo il MITO di Cefalonia da loro creato attraverso la ‘secretazione’ per 50 anni di Documenti tornati alla luce e da me scoperti nei loro archivi pochi anni orsono.
    Un modo alquanto singolare di raccontare la storia: tacendo la VERITA’ di cui si possiedono i documenti che la provano.
    Massimo Filippini
    PS
    Per ‘referenze’ sul sottoscritto può chiedere al suo conterraneo prof. Aldo Mola

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  5. Massimo Filippini scrive:
    1 gennaio 2011 alle 14:13

    Caro dr. Cazzullo IL GIORNALE di oggi ha pubblicato un articolo “Ecco il libro che vi farà diventare arci-italiani”
    di Luigi Mascheroni al quale io ho inviato il seguente commento cui spero di avere da lei qui risposta:

    “Condivido i motivi ispiratori del libro tranne quanto Cazzullo ha scritto sui fatti di Cefalonia -dove mio Padre magg. Federico Filippini venne trucidato dai tedeschi- e su cui le mie ricerche pluriennali mi hanno portato a scrivere 3 libri in cui ho DOCUMENTATO che la tragedia fu CAUSATA da un infame ORDINE DI RESISTERE inviato dal Governo Badoglio consapevole di non poter mandare alcun aiuto e che i Caduti in combattimento furono circa 1300 e i Fucilati dopo la resa non furono ‘CINQUEMILA’ come scrive l’Autore ma circa 350 e quasi solo UFFICIALI considerati ‘partigiani’ cioè fucilabili sul posto -a norma delle leggi internazionali- perchè il Governo Badoglio nella fretta di scappare aveva ‘dimenticato’ di DICHIARARE GUERRA ALLA GERMANIA (!). Sul dato dei MORTI oltre che sul mio libro ‘I Caduti di Cefalonia: fine di un Mito’ poteva informarsi all’Ufficio ALBO D’ORO DEI CADUTI in via Sforza 4/b – 00184 ROMA che li quantifica in 1.639 ed avrebbe evitato di scrivere sciocchezze”.
    PS:
    (Perdoni il termine ‘sciocchezze’ ma le inesattezze erano talmente grandi che non ne ho trovato un altro in grado di renderle appieno).

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  6. Roberto Perticucci scrive:
    8 gennaio 2011 alle 19:38

    Ho apprezzato il suo libro “Viva l’Italia” e vorrei invitarla ad Arezzo per una presentazione dello stesso. Cordiali saluti

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  7. Umberto Broggi scrive:
    31 gennaio 2011 alle 11:47

    Egregio Signor Cazzullo, Le scrivo dopo aver tentato questa mattina di partecipare con una domanda alla sua conduzione di Prima Pagina. Probabilmente si è dato, giustamente, spazio a chi non aveva ancora potuto intervenire, mentre io ero già riuscito una volta qualche mese fa. Ad ogni modo ripropongo la domanda a Lei e se Lei crede opportuno potrà darmi una risposta indirettamente: “Sono rimasto sbalordito dall’irruzzione nel Museo Egizio del Cairo, da parte di giovani che sono entrati con il desiderio più di devastare che non di asportare i reperti. Abbiamo visto teche squarciate e manufatti di enorme valore per terra e mutilati. Io mi domando se il grande Egitto, almeno così lo credevo fino a qualche giorno fa, non avesse pensato in precedenza, di garantire l’impossibilità di penetrare nel museo in caso di disordini e sommosse popolari, in considerazione della salvaguardia di un patrimonio che non penso di sbagliarmi nell’attribvuirgli un valore per l’intera umanità. A tentare la salvaguardia ci ha pensato la popolazione che ha costituito una catena umana attorno al museo, molto prima che l’esercito mandasse i carri armati”.
    Io ritengo che ogni Stato che detenga valori considerati patrimonio dell’umanità, dovrebbe avere un piano “comunitario” di messa in sicurezza a garanzia della salvaguardia di quei valori. Proviamo ad immaginare ad una devastazione del Louvre o del National Museum oppure gli Uffizi o addirittura della stupenda Venezia. Nessuno ha il diritto di distruggere la storia dell’umanità. A suo tempo abbiamo assistito pressochè in diretta alla distruzione da parte dei talebani della storia risalente a tanti secoli fa mi auguro, sia per me sia per i nostri figli, di non dover più assistere a simili scene.
    La saluto cordialmente.
    Umberto Broggi

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  8. Raimondo Putzolu scrive:
    4 febbraio 2011 alle 20:33

    Ciao Boreddu,
    stamane ho pensato a te.
    Sentivo prima pagina, la trasmissione su rai tre, ed un commento del conduttore di questa settimana, Cazzullo del Corriere, in merito al federalismo fiscale mi ha richiamato il discorso sulla Saras da te affrontato sulle colonne dell’Unione Sarda
    Sosteneva Cazzullo, nel rispondere ad un siciliano, che il sud non può lamentarsi della ripartizione delle imposte in dipendenza del luogo ove queste sono prodotte.
    In sintesi, per il giornalista, se la Lombardia contribuisce in misura del 19 % al gettito nazionale e la Sicilia in misura del 3%, ebbene una qualche conseguenza questo dato “obbiettivo” doveva pur averla.
    Concludeva quindi con un invito rivolto al sud: si salvi da solo poiché non ci sono strade alternative.
    Tu sai che, in linea di principio, condivido questa impostazione.
    Ma proprio perché condivido questa impostazione pretendo che si dicano le cose come stanno.
    Ora, Saras lavora in Sardegna ma ha sede a Milano e, quindi, paga le tasse in Lombardia ancorchè quel gettito non sia frutto di lavoro lombardo.
    Ebbene quel gettito – come sostieni tu – DEVE tornare in Sardegna (sono certo che in tutto il sud ci sono situazioni simili).
    Questa verità è, inspiegabilmente, taciuta da tutti ed è ora di portarla al centro del dibattito politico.
    Cosa aspetti? Cosa possiamo fare?
    Un abbraccio

    Raimondo

    P.s. per Cazzullo che mi legge: Boreddu è Salvatore Cubeddu, esponente sardista ( e non solo nel senso di appartenete al psdaz), ex sindacalista FIm in Sardegana, già editoirialista dell’Unione Sarda etc.; io sono Raimondo Putzolu e vivo a Bologna.

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  9. fabio scrive:
    16 dicembre 2011 alle 00:00

    caro sig. aldo cazzullo in merito ai taxi in riferimento alla trasmissione piazza pulita del 15 dicembre ha detto un bel po di sciocchezze, si informi invece di parlare a vanvera

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  10. Sal scrive:
    31 gennaio 2012 alle 14:18

    Salve Dott. Cazzullo, ho letto con e ascoltato con molto interesse la videoinchiesta su Siena e la sua disfatta….mi ha colpito particolarmente l’intervista al presidente mussari, soprattutto il passaggio in cui dice che al monte si assume “solo per concorso”….beh è storia di questi giorni a Siena di un’assunzione di ben 17 persone al monte dei paschi, invitate tramite lettera spedita a casa e poi “selezionate” e assunte. Non mi sembra che ci sia nemmeno l’ombra di un regolare concorso….giusto per informarla di come vanno le cose qui e di come sono sempre andate. Spero che questo possa servirLe da spunto per un’ulteriore approfondimento dell’inchiesta da Lei svolta.

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  11. Augusto Cesar sandino scrive:
    31 gennaio 2012 alle 16:33

    Questa è la mail che ho spedito al sindaco per ricordargli “affettuosamente” che amministra una città di matti.

    Egregio Carissimo Sindaco,

    Sono un suo concittadino (non nato a Siena quindi estraneo ). Vivendo a Siena conosco tutto e quindi so di tutti. Leggo sul Corriere della Sera di oggi l’interessantismo artcolo scritto su Siena dal bravo giornalista Cazzullo. Ma cosa dire. ? Anzitutto che i personaggi menzionati nell’articolo sono veri autentici esprimono la vera autentica anima e storia di Siena. Non sono stati menzionati da Cazzullo perchè non li conosce , Celestino, personaggio storico di lunga data, , poi quello che telefona , altro personaggio, con l’orologio alla stazione e parla con Magnolfi salutandolo e chiamandolo affettuosamente “passerone”, e tanti numerosi altri . Veramente un campionario multiforme di , umanità da preservare e conservare al pari dei monumenti più antichi, ” Non sono poi così matti ” , anzi esprimono grande, grandissima umanità e simpatia. Ci sono ben altri personaggi che non sono poi tanto simpatici anche se fintamente normali ma più subdoli. Ma siena sono anche loro. La vera ricchezza, immensa, di Siena è nell’avere questi “grulli” come direbbereo qui a firenze. Preservare Siena significa anche preservare queste persone , queste anime che poi sono l’anima, essenza ultima ( prima) della città. Se tutto il mondo avesse questi “celestini” probabilmnente sarebbe molto meno violento e più umano. Come si fa a non avere simpatia per questi personaggi veramente d’altri tempi ? Esprimono grande affetto, schiettezza nel loro semplice essere ma autentica. Ecco é questa Siena così “fuori dai normalismi della civiltà ” che va preservata e conservata.

    Cosa dire insomma. Viene una grande tristezza a pensare che Siena dvrà perdere un po ‘ della sua storia a causa di eventi in essere in primis la cirisi economica.Ma siena avrebbe immense possibilità di rinascere dalle sue macerie basterebbe volerlo senza assolutamente snaturarla. Certo le cose da fare ci sarebbero e sarebbero imponenti ma da queste siena potrebbe rinascerebbe nei decenni e forse nei secoli a venire.

    Opere del tutto inutili.

    Che senso avrebbe fare un parcheggio al posto dello stadio del Rastrello come vociferato nei progetti, se dovesse essere trasferito fuori siena ? Forse non sarebbe meglio un megacomplesso culturale (a livello italiano) fatto di auditorim per la musica (siena non ha forse la Chigiana ? .. E allora ? ) sale per centro convegni dalla piccola alla garnde sala, , alberghi costruiti in detto complesso, giardinetti pensili all’aperto costrutiti sopra detto complesso per l’estate, ma anche per l’inverno basterebbe farli coperti , sale convegni ultramoderni con tutte le tecnologie oggi a disposizione, scuole di specializzazuione professionale ad alta tecnologa, palestre tipo” Virgin” . Il nuovo palazzetto della Mens Sana quale posto migliore che in via Scalvo farlo lì al Ratrello. E che palazzetto vorrebbe fuori !! Lei ha solo idea di quanti soldi porterebbe una simile struttura al Rastrello ? già solo per dimensione sarebbe la prima a livello italiano. Lei sindaco l’ ha vista come è Siena nei mesi estivi ? Una città in questi ultimi dieci quindici anni mai vista prima , Una città da far paura e da far scappare gli spettri . A parte il penoso utlizzo della fortezza ad agosto per la misera e squallida manifestazione del PD divanta ormai da molti anni , uno squallido mercatino di abiti dismessi andini e una altrettanto squallida kebabberia sotto le stelle. Ci nanca solo il muezzin che fa il richiamo per i fedeli e saremmo a posto !!!

    Sindaco è questa è la sua Siena. Non c’è ninte di inventato.

    opere del tutto iutili.

    si parla di aeroporto ma perchè non dire che la ferrovia è anteguerra non è nemmeno elettrificata . per andare a Firenze ci dovrebbe volere non più di 25 minuti e allora sarebbe creato una hub urbano con Firenze di dimensioni ntevoli per scelte museali, cuturali, e tutto il resto che parrrebbe torppo ovvio mensionare.

    Potrei continuare per pagine e pagine ma mi fermo qui. Sono certo che lei ha capito in quali mani siamo .Ma mi auguro che ci sia il cambiamento vero prima che finisca veramnte alla Sello e Celestino”.

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